Sabrina's profileLa Follia - Della Moglie...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
|
April 07 Della fitta logica Aristotelica.
A) Follia ama le mezze stagioni.
B) Le mezze stagioni non esistono piu'.
= Follia ama cio' che non esiste. March 26 Delle donne e dei divani. I divani sono quell'invenzione comoda che solitamente viene nella mia testa associata all'universo maschile.
Sara' per via di Homer Simpson, sempre sdraiato con la sua birra davanti alla tv.
O per via di mio padre, che a tratti assomiglia ad un personaggio sei Simpson solo meno gialletto.
In realta' pero', se ci si fa attenzione, i divani hanno sempre una cosa in comune con le donne: il nome!
Se siete tipi da Ikea potete anche smettere di leggere.
L'Ikea non rientra in questa mia teoria, li' i mobili hanno nomi di almeno 7 lettere di cui 6 consonanti.
Quindi i divani dell'Ikea non hanno niente in comune con le donne.
Io parlo degli altri divani, quelli che si trovano in al centro del mobile a Lissone (?) o da Katia arredamenti. Quei divani li'.
Passo in rassegna: Afrodite, Penelope, Florienne, Annette, Jenny, Juliette, Mary, Sery, Sabry, Patty, Sally ...
Potrei continuare ma mi fermo qui (che fantasia questi qui che danno i nomi ai divani!).
Ma perche' chiamare un divano Jenny quando si puo' chiamare Gianni?
Vogliamo mettere il concetto che passa attraverso il divano Gianni: solido, robusto di quelli che ti ci puoi buttare a pelle d'orso e non si sfascia, fedele.
Jenny invece gia' solo con il nome ti dice: non mangiare sul divano che sporchi, siediti composto, smettila di guardare la partita!
Cari uomini che state leggendomi, da oggi sedervi sul vostro amico divano non sara' piu' come prima.
Da oggi non potrete fare a meno di pensare: ma su quale donna sto appoggiando il mio sacro ... e associarlo a qualcuna di vostra conoscenza.
Follia March 08 Sottosopra.Ho i piedi per aria. I capelli appiccicati a terra, fedeli -almeno loro- alla forza di gravità. Mi muovo con cautela e cerco di calpestare il cielo. Colgo l'ultimo fotogramma prima della caduta. Perche' prima o poi si cade. L'importante e' farlo nel momento esatto in cui sotto scompare la terra e appare l'acqua (che sia un oceano, un lago o una piscinetta gonfiabile non cambia). Vedo lo specchio poco distante ma e' ancora sfocato. Ho ben chiara la prima legge dell'universo: Se qualcuno deve soccombere non saro' io. February 20 Del non accorgersi di quando si sta per perdere qualcuno.C'e' una storia, quella di Hansel e Gretel, che mi ha sempre affascinata.
Non mi ricordo se era per via della casetta di marzapane o del calcio che i due bambini davano alla strega per buttarla nel forno. So che la foresta era tetra e che i bambini venivano abbandonati (da qui forse la mia fobia degli abbandoni).
In effetti ora che ci penso meglio e' della favola di Pollicino pero' che dovrei parlare. Perche' lui al contrario dei fratelli non si perdeva per via delle pietre.
Mi piacerebbe metterti delle pietre in tasca e toglierti il pane dalle mani.
Il pane non aiuta quando ci si perde - a meno che non si tratti di un programma tipo Survivor. Il pane viene spazzato via, portato via, mangiato e disperso.
E poi si nasconde nella foresta. Insomma e' pressoche' inutile.
Se dietro di te lasci briciole di pane difficilmente riuscirai a tornare indietro.
Difficilmente ritroverai la strada per ritornare dove credevi di aver lasciato casa.
Le pietre sono decisamente meglio ma in effetti Pollicino, che era grande come un pollice, ha avuto il suo bel da fare a portarsele dietro.
C'e' anche una scena di Labirynth (quel meraviglioso scorcio trash anni fine 80 dove Bowie ha una gran bella capigliatura) dove la ragazza lascia tracce con il rossetto e poi gli gnomi del labirinto girano le mattonelle e lei rimane fregata. C'era anche la storia del filo di Arianna che e' un po' meno di moda ma rende l'idea da generazioni.
Una volta - tanto tempo fa - ho anche provato a legare la mia amata con un filo. Io avevo paura di perderla. Lei in tutto questo si e' semplicemente divincolata allontanandosi ancora di piu'. Avrei dovuto usare le pietre. O il rossetto. Quindi Arianna mi sta un po' antipatica.
E poi non accorgersi... e' piu' comodo. Non devi pensare a niente.
January 21 Mettetelo e non parlatene piu'!Al via stasera all'ottava serie dell'attesissimo Grande Fratello. E come tutti gli anni i giorni prima si sente tanto parlare di chi entrera': famiglie, coppie, ma soprattutto il mitologico TRANSESSUALE. Sul serio, sono almeno quattro anni che per incuriosire tutti (incuriosire?) dicono la Stessa Identica Cosa: entrera' un transessuale.
Poi ogni anno si scopre che non c'e' traccia non solo di transessuali ma neppure dei fantomatici gay e delle temibili lesbiche.
Ovviamente nei primi giorni anche la donna piu' sensuale e' guardata con sospetto: sara' veramente una donna???
Questa domanda ci ha inseguite tutte, nel vecchio mondo, all'epoca di Lalla. Nessuno si ricorda di questo personaggio, noi a parte si intende. Avesse fatto come Johnatan forse ora sarebbe qualcuno ... anche se a lei il Boa rosa non dona un granche'.
Io, al contrario, ho delle magnifiche foto che mi ritraggono con un gessato rosa ed il boa fucsia. E forse sono proprio cose come queste che non mi faranno mai nemmeno avvicinare al Calderone. Non vorrei mai ritrovarmi a Buona Domenica con qualcuno che mi indica portando prove sconcertanti della mia follia.
In ogni caso quest'anno ci spero davvero. Spero che ci sia l'atteso transessuale cosi' almeno l'anno prossimo non se ne parlera' piu'!!
Peraltro mi sono sempre chiesta come mai dalla De Filippi sul trono non ci e' ancora salito qualcuno della parrocchia. Magari un giorno mi proporro' io.
Elettriana per te e' arrivata Valeriana!
December 23 Cio' che mi ha detto un tram.
Necessito di concretezza. Le frasi di melassa di questi giorni mi nauseano. I come stai con obbligo di risposta "bene grazie" mi nauseano allo stesso modo. I troppi dolci, dalle amarene liofilizzate ai panettoni, non mi nauseano ma mi fanno venire la pancia (quindi sarebbe meglio se mi nauseassero).
Concretezza.
Come uno schiaffo in pieno volto e il suono sordo che si schianta sulla pelle. Mille volte preferibile al non sapere.
Avrei scelto una metafora piu' dolce con le tue labbra come protagoniste. Ma non sarebbe stato altrettanto chiaro.
Voglio un segno. E deve essere materiale. Graffi sulla schiena, una bruciante stretta di mano, una cura per il mal di gola.
(Non mi basta sentirti muovere dentro di me)
Concretezza. Toccami. Abbracciami. Parlami. Portami in giro. Balla. Impigliati nei miei gesti. Discuti di quest'Italia malata. Toglimi il cibo dal piatto. Offrimi da bere. Sussurrami che ci sei. Vivimi. Assorbimi. Gestisci i miei momenti di ansia. Riempimi di. Dormi rubando il cuscino. Tutti e tre. Mordimi.
In realta' volevo dire altro che puo' essere riassunto cosi': i buoni sentimenti non mi bastano piu'.
Non me ne faccio granche'.
(Aggiunta: ricordarsi di guardare meglio i lavori di Giacomo Balla e Carlo Carra') December 01 Delle specialita'.C'e' una cosa che io so fare benissimo.
Badate, non e' da tutti, e' una cosa speciale. (E qui scatta la rima non voluta)
Io sono bravissima a farmi del male.
Pochi buonismi. Lo so da me che non si deve, che su e che giu'.
Va da se che mi accorgo successivamente del danno auto-inflitto.
La cosa strana e' che se il male e' fisico il dentro un po' scompare e scivola dolcemente.
Se il male e' interiore mi sento come se mi avessero trapiantato il cuore di un gigante.
Troppo grande per essere tenuto nel mio corpo.
Ed e' in quei momenti che bramo al primo genere che capisco e so gestire.
Si accalcano pensieri rossi, che per ora tengo per me. November 12 Riprova, sarai piu' fortunata.Bene. Non e' questione di filosofia. Ne di psicologia. Si parla di fatti. Lo status della mia comprensione raggiunge i seguenti argomenti:
- Io ho poco potere su questa situazione. Detto in altre parole... posso fare poco.
- La sicurezza che ci siano mezze verita' in circolo mi rende insicura. So per certo che ci saranno altre mezze verita' per coprire quelle gia' dette.
- Mi sento di seguito: affranta, distrutta, gelosa, confusa, donna.
- Cambiare prospettiva non serve a nulla. Non in questa situazione.
- Cambiando prospettiva le cose peggiorano. Divento quella ingenua e fuori dalla verita' e mi faccio pena da sola.
Sto leggendo Henry e June, mi ci ritrovo su certe cose. Quindi oggi mi permetto di aggiungere dell'altro. Le prossime righe sono scritte son la segreta speranza che vengano lette dalla persona giusta. So che verranno lette da altre persone a cui chiedo la cortesia di commentare a piacimento, evitando le domande. Non ne voglio parlare. E' solo speranza inutile e nessuno mi deve coinvolgere e sconvolgere ulteriormente sull'argomento.
"In questi giorni per me sara' difficile". Annuisco. Vorrei rispondere che mi hai strappato le parole di bocca. Mi riprometto pero' di fare il possibile perche' tu non te ne accorga. Cosi' faccio un nuovo bucato, cucino, torno a fare qualche sorriso, provo ad organizzare il capodanno (la cosa mi sembra strana viste le premesse ma tant'e').
Se tu capissi veramente quello che provo fuggiresti. Quindi ci sono solo piccole dosi di me (quella me) che escono quando non posso farne a meno.
Le grandi dosi - nelle ultime 14 ore - sono state suddivise cosi': mentre eravamo al cinema. mentre ti eri addormentata un attimo. mentre ti guardavo. mentre mi lavavo i denti. mentre dormivi che poi ti sei svegliata un secondo e riaddormentata (questo finche' non sono crollata dal sonno). stamattina appena sveglia. mentre ti scrivevo il biglietto del buongiorno. mentre ti dicevo che stavo andando al lavoro. mentre aspettavo l'autobus, prendevo la metro, arrivavo in ufficio. (la qual cosa mi ha infastidito parecchio visto che odio far vedere la mia fragilita'). Mentre giravo le chiavi per entrare in ufficio ho recuperato la dignita'. Che ho perso 2 minuti dopo. (la qual cosa mi ha imbarazzato parecchio).
So che in tutto questo c'e' una contraddizione. Non voglio che tu ti accorga. Eppure lo scrivo qui. So che leggeranno in tanti, che conosco io, che conosci tu.
"Sembra di essere su una montagna russa" penso ininterrottamente mentre parli. Stringo le mie mani sulle tue gambe. Forte. Funziona cosi' sulle montagne russe. Sai che urlerai, sai che c'e' il giro della morte e non sai se la cintura di sicurezza reggera'. Se non regge cadrai nel vuoto. Quindi io mi reggo forte alle tue gambe mentre mi porti con le parole vicino al punto di non ritorno. "nonvogliocaderenonvogliocaderenonvogliocadere". Perdo qualche parola perche' sono concentrata sul vento che mi taglia la faccia. Il senso mi e' chiaro. Cosi' chiaro che riesco a percepire le mezze verita'. Tutti quesi mesi. Le montagne russe si allontanano. Ora la metafora e' piu' simile ad un castello di carte.
Non parlo e ascolto. Lo faccio spesso e questa cosa ti da fastidio perche' non riesci a capire. Ma quello che sento, quello che vivo non ha parole. E' fatto di immagini che si intrecciano. Faccio fatica a renderle nitide nel breve tempo che ho a disposizione per una risposta. Come faccio a dirti che mi sento come un albero con un ascia piantata nel tronco. Come faccio a spiegarti che il mio cuore e' stritolato in una morsa. "Mi sento come un sacchetto dell'immondizia che viene gettato nel tritarifiuti" dico. L'argomento e' sporco e puzza quindi l'azione delle presse non viene colta. A questo punto vorrei prenderti la testa tra le mani e portarla sul mio petto. Forse cosi' sentiresti il rumore che fa. Ci penso un secondo ma il sangue che esce ed entra dal cuore - anche se si muove diverso il che crea un vero e proprio dolore fisico sotterraneo - non fa un rumore particolare. "Ti batte forte il cuore" dici qualche ora dopo. Io so che non e' una questione di battito.
Dici anche "lo sapevo che te ne saresti accorta". E io riesco a rispondere solo affermando che sei una bugiarda, che quello che mi hai detto sono mezze verita'. Ma anche in questo caso ho solo immagini nella testa.
In questo momento non so cosa fare. Non che mi sia richiesto di fare qualcosa in particolare. So che devo far finta di nulla, perche' e' la cosa giusta. So anche che non posso continuare cosi'. Fisicamente intendo. Io somatizzo. Nonche' sfogo sul cibo, mi si chiude lo stomaco per la precisione. Quando ho fame d'amore potrei non mangiare per giorni. Quando sto male non respiro per interi minuti. Ieri credevo sarei svenuta per mancanza d'ossigeno (questa frase la lascio perche' mi fa sorridere.).
"ho bisogno di un porto" scrivo all'unica persona che non capisce e non giudica. Risponde "di un porto?" ed io che ragiono per immagini devo sforzarmi di spiegare. "mi sento alla deriva". October 29 Dei pensieri accumulati da stamattina.1) "Una ragazza con le basette e' un po' come Elvis ma senza il ciuffo".
2) "CHI DICE DONNA DICE BAGNO" su un cartellone pubblicitario. Lo trovo offensivo ma ne colgo l'ironia: la solita' pubblicita' indirizzata alle donne... scritta e pensata da un uomo appartenente alla razza Neanderthal.
3) Tutti camminano al ritmo della mia musica. Per un istante credo di essere in un grande fratello di dimensioni mondiali.
4) Odio mangiare con la giacca addosso. Si aggiunge all'odio mangiare in piedi. E all'odio le cannucce nei cocktail. Dovrei farne una raccolta e metterla da qualche parte nel blog. Scomparirebbe il blog.
5) Il sole oggi e' nascosto dalle nuvole. Sembra quasi una luna piena.
6) Ho scoperto il mobbing al contrario. Sono un bersaglio su cui si fa leva perche' io rimanga.
7) In questo periodo il mondo, qui attorno, mi chiede di essere particolarmente materiale, razionale, attenta, precisa. Io sto al gioco ma attendo il mio Samhain per sdraiarmi e coltivarmi un po'.
8) L'onesta' paga poco. La perseveranza di intenti paga poco. Seguire i contratti firmati paga poco. I miei valori contano poco. Arrivismo, intuizione e saper guardare avanti senza preoccuparsi di cosa si lascia indietro permette di proseguire. Questo e' provato dal fatto che chi va avanti e' sempre il leone. Le pecore si accontentano dell'erba smangiucchiata dalla pecora precedente, un vero schifo.
Follia October 05 Del troppo che stroppia e storpiaArriva ottobre con il suo profumo d'autunno che riempie l'aria e mi ricorda lo zainetto sulla schiena. In questo blog c'e' un silenzio innaturale e anche io stento a credere di non aver scritto granche' in questo periodo. Soprattutto visto che non ho pace. E ho tanti pensieri. Cosi' tanti pensieri che mi scoppia la testa.
Quant'e' tranquillo qui. In contrasto con me.
Ho acceso il fuoco e credo ci sia troppa carne. Come quando riempi il piatto senza accorgerti che non hai poi davvero cosi' fame.
Mi guardo attorno e mi accorgo di essere ancora una volta troppo grande per me stessa. Ma poi e' sempre stato cosi'. Io con i miei coetanei non ho molti punti in comune. Sono uscita di casa subito, ho scelto l'universita' giusta, so quello che voglio.
So dove voglio arrivare anche se il come non e' poi cosi' chiaro. Una rarita'.
Mi guardo attorno, sondo le prospettive di chi ha finito l'universita' - o c'e' vicino.
C'e' chi rimane a casa di mamma e papa' aspettando che accada qualcosa. C'e' chi prova a fare qualche corso sperando che nel frattempo cambi qualcosa. C'e' chi decide di fare una seconda laurea.
Poi ci sono io. Che in questo periodo tento di spronare il mondo sperando che il mondo sproni me.
Io ho altri problemi. Quelli dei grandi. Come se d'un tratto avessi saltato sette anni di vita.
Tedio chi ho vicino con problemi incomprensibili, ancora.
I pensieri sbattono nella mia testa. Non so come farli uscire.
Credo di dovermi ubriacare.
![]() September 07 Under my umbrella feat. il Santo Padre. Il papa oggi e' in Austria... e piove. Ma non vi preoccupate, lui e' il papa e fa i miracoli. Per l'occasione infatti qualcuno ha "creato" per lui un vero e proprio esercito invisibile. Scende le scalette dell'aereo e stringe le mani di arcivescovi il tutto senza che piova su di lui. Altro miracolo.
Ma come fara' questo papa a non bagnarsi quando piove... ??
L'inquadratura del TG5 si allarga. Vedo un signore in giacca e cravatta che tiene un ombrello veramente gigante sulla testa di sua Magnificienza. Il papa, colmo di gratitudine, parla col suo superiore e fa in modo che il tizio vestito di nero con l'ombrello non voli via trascinato dal vento. L'inquadratura si allarga ancora e i tizi sono scomparsi: invisibili!! Rimangono solo gli ombrelli a volteggiare attorno a Sua Santita' che incurante di tutto stringe mani e sorride benevolo.
Attenzione. State per entrare nel circolo vizioso dei miei pensieri. Malati di cuore e benpensanti sono pregati di cambiare blog.
Peccato che gli ombrelli siano autosufficienti. Certo che questo papa ne sa una piu' del diavolo! - pensa l'italiano emigrato in Austria che vista la pioggia voleva vender ombrelli allo Staff papale. Ci prova comunque con voce insicura a gridar "Regenschirm, Ombrelli, Umbrella" ma non ha grande successo. Si sente solo una voce, vicino agli ombrelli volanti vicino al Santo padre che come un eco canticchia "Umbrella-a-a-a".
E chissa' che una delle Hit del momento non sia stata ispirata proprio dal Divino.
Infondo per Lui, niente e' impossibile. July 28 Del tempo perduto.
Passano gli anni e tu cresci. Non perdere tempo. Il tempo e' prezioso. Non tornera' piu' indietro quest'estate dove io riesco ancora a sorridere per una battuta leggera e credo nell'amore. In un prossimo futuro il tempo si sara' nutrito di sogni ed io, io come mi conosco ora, non esistero' piu'.
Cosi', se c'e' qualcosa di perduto nel tempo, quella sono io. E niente piu'.
(Si, cambiero' casa). July 24 Mi sa...Che questo ulteriore cambiamento degli spaces mi fa davvero schifo.
Quindi... ora meditero´uno spostamento piu´serio in altro posto. Solo che lasciare i lidi viola che mi hanno ospitata per quasi due anni un po´ mi dispiace uff.
Quindi ci pensero´ ancora qualche giorno.
Pero´che uff.
Data la poca serieta´ di questo intervento aggiungo che:
1. oggi tornero´ in italia.
2. subiro´un trauma calorifero dato che qui ci sono 15-24 gradi. (n.a. sono anche riuscita a scottarmi il naso mentre veleggiavo in barca)
3. fra 10 giorni Londra.
4. qualcuna ha casa vicino a qualcuno e si spera che qualcun altro ancora faccia spesso visita ai qualcuni entrambi di poco fa.
5. cio´significa che la follia ha di nuovo una fissa dimora. ole´.
6. ho passato la prima parte della mattinata a pensare che sono proprio una zitella acida. solo che sono meno zitella e molto acida.
7. stanotte ho sognato che ero in una nave. Che l´albergo dondolava per il vento. Che c´era un terremoto che distruggeva mezza citta´tra cui gente che conoscevo. Che Vale aveva una sorella bisessuale che era andata con un tipo e sua sorella. Forse sono acida anche per questo.
Domani meditero´se cambio casetta oppure no. Nel caso vedro´di farmene una decente altrove.
Follia. June 24 Prendo per mano la notte. Questo non e' un film in bianco e nero. Non ci sono uomini con la gelatina nei capelli e le donne non indossano gonne a fiori sotto il ginocchio. Il giradischi e' rotto ma le cuffie sparano decibel nelle mie orecchie. TUM TUM. Poi solo violini. Esco di casa e vedo tutto verde. Non l'avevano cancellato il verde? Credevo fosse fuori produzione. Invece e' tutto cosi' verde che devo rientrare in casa. Riesco a respirare l'aria di fuori solo quando e' buio. Come adesso.
Che e' buio e non vedo il verde cosi' mi sembra di stare in un film in bianco e nero. Ma qui non ci sono ciambelle e bastoncini di zucchero. Mi guardo attorno. Tutto quello che ho e' in questa stanza, mi dico. Tutto quello che ho e' dentro di me, penso subito dopo e sorrido. Vorrei essere altrove per poter dire a bassa voce che tra le mie braccia c'e' tutto il mio mondo.
![]() Dovrei andare a dormire.
I colori cambierebbero.
I miei capelli diventerebbero d'oro.
Dovrei. May 31 Domani e' giugno.![]() C'e' qualcosa che mi schiaccia a terra. Io non posso far altro che stare li' immobile ad osservarne i contorni. E' tutto sfuocato, strano. Mi rannicchio e mi ricopro di me. Che pace effimera. May 17 Delle priorita'. Esistono momenti nella vita in cui non si sa cosa fare. O meglio, si sa cosa si drovebbe fare - in teoria - ma poi si cercano strade diverse. Le priorita' ti portano a cambiare casa o citta' o stile di vita. Se sei solo le priorita' si affrontano senza troppi problemi ma quando qualcuno si intromette e' la fine."Tu e tuo fratello dovete sistemarvi" mi dicono al telefono vista la lontananza "stai
mandando in giro i curriculum?" e c'e' un bel da spiegare che nelle mie priorita' non c'e' molto spazio per l'idea "torno nella big city in pieno luglio". Vedo piu' un "tintarella con cocktail a Porto S. Qualcosa o a Barcellona". Come darmi torto.
(Nella foto uno dei miei primi scatti fatto credo verso i 10 anni, voleva essere una foto di coccinella -pallino informe vicino al papavero- ma ne e' risultata la foto della punta della mia scarpa. Faccio notare alla cara Graffietta che gia' all'epoca mi agghindavo con scarpette colorate. Sono di razza colorata io.) May 02 Alte mura di ghiaccio. Forse da bambina ho guardato troppa tv ed oggi, a distanza di anni, mi ritrovo di fronte allo specchio con lo sguardo di Crystal.Provo a parlare e le parole rimangono intrappolate tra la lingua ed il palato. Io, che con le parole sono brava, mi ritrovo in uno stato di mutismo da cui non riesco ad uscire.
Provo ancora a parlare ma non succede nulla, solo un sibilo silenzioso e un po' di sorpresa nel trovarmi incapace di muovere la bocca.
Non devo dire niente di che. Basterebbe un: "lo sai che" o un: "fammi vedere cos'hai comprato" anche un: "scusa" sarebbe sufficiente.
I pensieri sfrecciano uno dietro l'altro e riderei di me stessa, ad alta voce, se non fosse inopportuno vista la tensione che si e' creata attorno al mio mutismo inspiegabile.
Un alto muro di ghiaccio sostituisce quello che qualsiasi altra persona esprimerebbe con un fulmine caldo ed abbagliante. Io non sono abbagliante, solo lucida di lacrime - a tratti.
In silenzio mi dico: dovrei parlare. Ma le parole sono legate bene e non riesco a scandirne le sillabe.
Cerco altre parole per spiegare come mai non riesco ad aprire bocca. Ovviamente il tentativo risulta inutile.
Ah, caro Crystal, tu con quel cigno sulla fronte e quei capelli biondi forse capiresti cio' che io stessa non comprendo. Infondo essere padroni del ghiaccio... non e' poi tutta questa fortuna.
April 11 Di religione e politica.E' difficile che io mi esprima su questioni religiose e politiche ma oggi ho intenzione di esplorare questi due mondi in maniera filosofeggiante. Si sa che la religione non dovrebbe influenzare la politica (si sa anche che invece questo accade tutti i giorni) ma se alla base della politica ci fossero dei risvolti religiosi? A pensarci bene le due cose mi sembrano legate dalla notte dei tempi. Infondo si tratta di congreghe di pensatori abituati a parlare di fronte ad una massa informe. Che poi sia in chiesa o in piazza non cambia molto. Anzi a pensarci ancora meglio i politici hanno davvero tanto da imparare dalla classe ecclesiastica... infondo se sono riusciti a far credere per secoli e secoli che la bibbia e' stata scritta narrando avvenimenti reali... non dovrebbe risultar difficile far credere per il tempo di un mandato che il mondo puo' migliorare.
E poi se Gesu' puo' camminare sull'acqua non dovrebbero esserci problemi con la TAV o il ponte di Messina!
La nascita di pensieri politico-religiosi nella moglie abbandonata e' scaturita pensando alla questione matematica della moltiplicazione dei pesci. Bella raga! Cioe'! Noi stiamo qui a discutere del comunismo, della globalizzazione, che se tutti avessero un po' di meno ci sarebbe di che vivere per tutti. Questo concetto viene (da me) defiinto della divisione ed e' quindi opposto a quello della moltiplicazione.
Dividendo globalmente si avra' di piu'. SBAGLIATO! Gesu' aveva ben compreso la situazione gia' all'epoca ed infatti dopo un po' aveva smesso di girar per le citta' predicando il concetto della divisione (cosa per qui tra l'altro i potenti dell'epoca l'hanno infine punito) e aveva iniziato a predicare la moltiplicazione!
Piu' pane per tutti! Diceva Gesu' applicando il potere delle sante mani.
Piu' pesce per tutti! Continuava poi facendo nascere pesci a valanga.
E nessuno era infelice perche' a nessuno veniva tolto il suo ma veniva semplicemente aggiunto dell'altro!Che poi al giorno d'oggi di questa lezione solo uno si e' ricordato! Il nostro amato Berlusconi, personaggio notoriamente non comunista e che dunque non poteva abbracciare la politica della divisione!
Cosi' torno al concetto iniziale: politica e religione sono legate assieme!
Piu' lavoro per tutti! Diceva Silvio da piazza Venezia.
Piu' soldi per tutti! Continuava poi facendo nascere ministri a valanga.
Insomma... lo so che non va piu' di moda essere anti-berlusconiano in un momento di anti-prodismo ma e' che Berlusconi aveva capito tutto. Ed in effetti tutte quelle barzellette dove lui diventa papa... non sono poi cosi' sbagliate dato che l'ispirazione e' Altissima, come i suoi tacchi.
Che poi a me questo papa qui fa pure paura.
Follia March 28 Quando non sai cosa dire, respira.![]() Una, due, tre volte.
Con attenzione all'aria che scivola tra le labbra.
Dentro.
Fuori.
La sensazione di luce che entra nei polmoni per poi riuscirne densa di emozioni senza voce.
Quando non si sa cosa dire, a volte basta il silenzio. |
|
|